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Imagen-cabecera-CISTERNA

RESTAURO DI CISTERNA ROMANO

SCHIZZI  |  IMMAGINI

Date di inizio

In sviluppo

Posizione

Calle Camino de San Marcos s/n.

Architetto

Pablo M. Millán Millán

Costruzione

In sviluppo

Studio di patologia

Geocisa

Contributori

Javier Serrano Terrones (Architettura tecnica)
Javier Bengoa Díaz (ingegneria)
Julio Herrera del Pino
Inmaculada Cervera Montilla

PROGETTO DI RESTAURO E IMPOSTAZIONE IN VALORE DELLE CISTERNAS ROMANE DI “LA CALDERONA”

Dopo un’analisi esaustiva dell’oggetto strutturale del progetto, sono state rilevate le seguenti patologie:

– Comprimi nell’area nord-est: uno dei principali problemi di destabilizzazione del tutto.

– intasamento riempito a livelli inferiori: l’intera parte inferiore del serbatoio è intasato con ripieni tempo evitando circolazione dell’acqua.

– Perdita superficie cocciopesto </ em>: Tutti fossa è stata rivestita in opus signinum, una pasta a base di calce e ceramica schiacciato che serviva impermeabilizzazione barriera. Al momento sono conservati diversi frammenti di questa malta che inizia a scoppiettare e a fratturarsi, avendo già perdite importanti.

– Spaccature architravi strutturali: struttura di carico situata nella parte superiore dei serbatoi è venuto a fratturare elementi strutturali, pur non rivestito rischio di cedimento, se Devono essere ripristinati urgentemente per evitare un ulteriore deterioramento.

– Arenaria in pietra arenaria: la pietra da cui è costruita l’intera cisterna è in pietra proveniente dalle cave storiche locali. Questa pietra è caratterizzata dall’alternanza di strati duri e morbidi (circa 20 cm ciascuno) che impedisce di ottenere un taglio verticale di grandi dimensioni in uno strato duro. Questa caratteristica della pietra significa che, a differenza dell’umidità, lo strato morbido è bagnato dall’umidità e perde molta resistenza, diventando sabbia e perdendo volume. Nella cisterna ci sono molti blocchi che devono stabilizzare la sabbiatura da questa patologia.

– efflorescenze: Come descritto in precedenza, con accecamento di punti di ventilazione ha portato un processo di deterioramento chimico da efflorescenze.

– alveolarizzazione bugna: La diversa durezza dei blocchi, insieme con l’alta umidità innescato in una pericolosa concio effetto alveolarizzazione, sarà necessario frenare per conseguire stabilizzazione strutturale della proprietà.

– Aspetto di ossidi substrato mediante filtrazione: filtrazione di acqua e la mancanza di pulizia ha portato alla comparsa di numerosi sali, solfati e ossidi, tingendo tutte le strutture. Anche gli ossidi di alcuni oggetti lasciati dai pozzetti quando erano aperti, hanno aumentato l’aspetto dei funghi che hanno aderito al opus signinum.

– pozzetti chiuso: Come descritto sopra, il processo di sigillatura di pozzi ha innescato un aumento esponenziale dell’umidità spazio, aprendo immediatamente necessari per prevenire la comparsa di maggiori processi di deterioramento chimico.

– Overload struttura portante: Gli edifici ubicati sul serbatoio fornito notevoli sollecitazioni di compressione, anche a fisurar alcuni dei grandi pannelli che rivestono le cisterne. Il progetto prevede la sua documentazione e sensorizzazione per studiarne l’evoluzione.

– Pulizia generale: l’importante stato di abbandono dello spazio richiede un intervento di pulizia di qualche urgenza. Fin dalla sua apertura da parte degli archeologi del Progetto Porcuna nel 1979, sono stati effettuati solo lavori di ricerca e conservazione.

Schizzi

Immagini